Il governo irlandese afferma che la Dichiarazione di Dublino è stata adottata il 14 ottobre 2026. È un’iniziativa politica, come l’appello norvegese sui modelli di IA avanzati; la convenzione distinta del Consiglio d’Europa è invece un trattato, ma il 23 ottobre 2026 non aveva ancora raggiunto la soglia di ratifiche necessaria per entrare in vigore.

StrumentoChe cosa prevedeNatura e stato giuridico
Appello norvegeseChiede alle aziende protocolli di sicurezza, test prima del rilascio e valutazioni indipendenti; ai governi coordinamento su standard e segnalazione degli incidenti gravi.Appello politico, non un trattato. Il testo invita inoltre gli Stati membri dell’ONU a esplorare un’istituzione internazionale.
Dichiarazione di DublinoFissa sette priorità per le politiche europee sull’IA, dalla sicurezza alla cooperazione internazionale.Impegno politico condiviso, non un trattato ratificato.
Convenzione quadro del Consiglio d’EuropaStabilisce garanzie per i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto nell’intero ciclo di vita dei sistemi di IA.Trattato giuridicamente vincolante per le parti una volta entrato in vigore. Al 23 ottobre 2026 risultava una ratifica o adesione, a fronte di una soglia di cinque.

Che cosa chiede l’appello norvegese

Pubblicato il 21 settembre 2026, l’appello del governo norvegese chiede alle aziende che sviluppano IA di adottare protocolli di sicurezza trasparenti, svolgere test obbligatori prima della distribuzione dei modelli e sottoporli a valutazioni indipendenti. Ai governi chiede di coordinare standard e trasparenza e di condividere le segnalazioni degli incidenti gravi legati alla sicurezza.

Il testo invita anche gli Stati membri delle Nazioni Unite a esplorare la creazione di un’istituzione internazionale capace di sviluppare standard, facilitare verifiche e riunire gli Stati quando vengono raggiunte determinate soglie di capacità. L’appello resta aperto a ulteriori adesioni: l’avviso norvegese elenca 30 leader nazionali e la presidente della Commissione europea, con aggiornamenti sulle adesioni fino al 22 ottobre 2026. Queste richieste politiche non diventano obblighi di un trattato per il solo fatto di essere sottoscritte.

Il tema della supervisione delle aziende di IA è stato affrontato anche da NeoTeo nel confronto tra le posizioni di Dario Amodei e Jensen Huang, un contesto utile per capire perché l’appello norvegese chieda verifiche indipendenti.

Le sette priorità della Dichiarazione di Dublino

La sintesi del governo irlandese organizza la dichiarazione in sette aree: sicurezza e resilienza dell’IA; adozione di sistemi affidabili nei servizi pubblici e nell’industria; sovranità europea sull’IA; infrastrutture, competenze e capacità di calcolo; sostenibilità; innovazione nel settore pubblico; cooperazione europea e internazionale.

La dichiarazione, adottata il 14 ottobre 2026, allarga quindi il discorso oltre la sicurezza dei modelli: comprende anche le capacità necessarie per sviluppare e usare l’IA e il suo impiego nei servizi pubblici. Il governo irlandese la descrive come un impegno condiviso, non come un trattato ratificato. La sintesi ufficiale della dichiarazione riporta tutte e sette le priorità.

Che cosa copre la convenzione del Consiglio d’Europa

La Convenzione quadro del Consiglio d’Europa su intelligenza artificiale e diritti umani, democrazia e Stato di diritto riguarda l’uso dell’IA da parte delle autorità pubbliche, degli attori privati che agiscono per loro conto e degli attori privati. Per regolare questi ultimi, le parti possono applicare direttamente le disposizioni pertinenti oppure adottare altre misure conformi agli obblighi previsti dalla convenzione.

Tra i principi figurano dignità e autonomia umana, uguaglianza e non discriminazione, tutela della vita privata e dei dati personali, trasparenza, responsabilità e innovazione sicura. La convenzione prevede valutazioni d’impatto iterative, misure di mitigazione, garanzie procedurali e possibilità di presentare reclamo; l’attuazione è seguita da una Conferenza delle Parti. Le attività di difesa nazionale sono escluse. Per le attività legate alla sicurezza nazionale, gli Stati possono decidere di non applicare la convenzione, ma devono rispettare il diritto internazionale e le istituzioni e i processi democratici. La ricerca e sviluppo è esclusa, salvo che i test possano interferire con i diritti umani, la democrazia o lo Stato di diritto. Il Consiglio d’Europa riassume questi elementi nella pagina sulla Convenzione quadro sull’intelligenza artificiale.

Firma, ratifica ed entrata in vigore

La firma indica l’adesione a un testo, ma non equivale alla ratifica. L’entrata in vigore richiede che siano completate le ratifiche o adesioni previste dal trattato. La convenzione si è aperta alla firma il 5 settembre 2024; il registro dell’Ufficio dei trattati del Consiglio d’Europa, aggiornato al 23 ottobre 2026, riportava una ratifica o adesione, mentre ne servono cinque, incluse almeno tre di Stati membri del Consiglio d’Europa.

L’Unione europea ha ratificato la convenzione il 15 maggio 2026. Gli Stati Uniti l’hanno firmata il 5 settembre 2024, ma non l’avevano ratificata alla data del registro. La tabella ufficiale delle firme e ratifiche riporta questi stati e la soglia richiesta per l’entrata in vigore.