Il 16 settembre è diventata pubblica l'analisi dei dati recuperati da una telecamera Flock Safety rimossa fisicamente da sopra una strada. La memoria locale conteneva video, immagini e una chiave di cifratura che ha permesso di aprire parte dei file: un caso di compromissione dell'hardware e dello spazio di archiviazione locale, non la dimostrazione di un attacco alla piattaforma cloud centrale di Flock.

Cosa ha rivelato la telecamera Flock recuperata

stegan0gram ha dichiarato di aver rimosso una telecamera Flock e di aver copiato gran parte della sua memoria. L'unità utilizzava Android e includeva circa 20 applicazioni sviluppate da Flock per rilevare il movimento, acquisire immagini, classificare gli oggetti, caricare i file e ricevere aggiornamenti da remoto.

Nella partizione chiamata media era presente una chiave di cifratura in grado di sbloccare video e fotografie memorizzati sulla telecamera. Le partizioni vendor e media risultavano non cifrate, mentre una parte dei dati più sensibili è rimasta cifrata e non accessibile.

Elemento osservatoRisultatoCondizione e portata
Veicoli fotografatiCirca 50.200Una sola telecamera, durante circa 21 giorni di attività distribuiti in più periodi
Immagini generateCirca 1,6 milioniRelative alle finestre di attività recuperate
Immagini per veicoloCirca 28 in genere; oltre 100 in alcuni casiRaffiche di fotografie con esposizioni diverse
Video brevi27.321 clip MP4In genere di uno o due secondi, 1.024 × 768 pixel e senza audio
Categorie rilevatePersone, veicoli, targhe e bicicletteIl software classificava anche alcuni elementi grafici, come adesivi e cornici delle concessionarie

Come la telecamera acquisiva e trattava i dati

La telecamera sembrava occuparsi soprattutto di acquisire, selezionare, ritagliare e trasmettere le immagini. La lettura delle targhe e l'identificazione di marca, modello e colore dei veicoli sembravano avvenire sui server di Flock, non direttamente sull'unità installata in strada.

Il sistema scattava rapidamente più fotografie dello stesso passaggio, usando esposizioni differenti per includere sia la targa sia una porzione più ampia della scena. Nei registri recuperati comparivano inoltre oltre 27.000 errori con il messaggio “no space left on device”, cioè “spazio esaurito sul dispositivo”, e oltre 12.000 messaggi di stato con la frase “Who’s a good boy?!”.

Questi dettagli descrivono il comportamento della singola unità analizzata. Il traffico e il posizionamento cambiano da una telecamera all'altra, quindi i suoi numeri non rappresentano automaticamente ogni installazione Flock.

La scala dell'attività registrata da una sola unità

In una giornata tipica risultavano circa 3.300 rilevamenti di veicoli, con un picco di 4.454. Nel complesso, le finestre recuperate hanno associato circa 1,6 milioni di immagini a 50.200 veicoli in circa 21 giorni.

La quantità di immagini è legata al metodo di acquisizione: un singolo passaggio poteva produrre una raffica di circa 28 fotografie, mentre alcuni veicoli ne generavano più di 100. Non si tratta quindi di un'immagine per automobile, ma di numerose inquadrature usate dal sistema per selezionare i dettagli utili.

Rilevare una persona non significa usare il riconoscimento facciale

Il software analizzato includeva il rilevamento di persone, oltre a quello di veicoli, targhe e biciclette. Nei test condotti sulle clip recuperate, le persone comparivano in 11 video su 27.321; tutti gli 11 casi riguardavano motociclisti. L'angolazione inclinata verso la strada contribuiva al numero ridotto di rilevamenti.

Nel software della telecamera analizzata non risultava attivo il riconoscimento facciale. Il rilevamento di una sagoma o di una persona è una funzione diversa dall'identificazione biometrica del volto: confondere le due cose allargherebbe il significato dei dati recuperati oltre quanto mostrato dal caso.

Il sistema classificava talvolta anche elementi che non erano targhe, come adesivi, cornici di concessionarie e, in un esempio, una toppa con la bandiera statunitense sulla borsa di una motocicletta. Si tratta di classificazione visiva degli oggetti, non di riconoscimento facciale.

Cosa è stato compromesso e cosa sostiene Flock

La parte compromessa è la telecamera installata sul campo e la memoria fisicamente recuperata al suo interno. La posizione ufficiale di Flock riguarda invece l'infrastruttura cloud: l'azienda sostiene che la sua piattaforma centrale non sia mai stata compromessa e che nessun dato dei clienti sia stato consultato o sottratto attraverso un attacco al cloud.

Le due affermazioni riguardano livelli diversi dello stesso sistema. La dichiarazione di Flock sul cloud non cancella il recupero di file e chiavi dalla memoria locale di quella telecamera; allo stesso modo, il caso della singola unità non dimostra da solo una violazione della piattaforma centrale.

Flock ha definito illegali la rimozione e la manomissione della telecamera e ha dichiarato di non avere informazioni sufficienti per valutare le affermazioni tecniche legate alla chiave di cifratura. L'azienda afferma inoltre di gestire una procedura pubblica per la segnalazione delle vulnerabilità.

Nel gennaio 2026 era emerso separatamente un problema legato all'interfaccia di debug di alcune telecamere Flock Condor. Quell'episodio riguardava un percorso di accesso diverso; l'indagine resa pubblica il 16 settembre riguarda invece la memoria locale recuperata da una telecamera rimossa fisicamente.