NASA ha programmato per il 18 novembre 2026 alle 5:16:07 EST il momento in cui Voyager 1 dovrebbe trovarsi a un giorno-luce dalla Terra. Nell’aggiornamento del 3 novembre, l’agenzia indicava ancora il passaggio come futuro. Un giorno-luce è una distanza: quella percorsa dalla luce in 24 ore, pari a 25.902.068.356 chilometri, secondo la pagina NASA dedicata al traguardo.

A un giorno-luce, una risposta richiede circa due giorni

Quando Voyager 1 raggiungerà la distanza prevista, un segnale radio impiegherà circa 24 ore per arrivare alla sonda. La risposta impiegherà altrettanto per tornare sulla Terra: il solo viaggio dei segnali durerà quindi circa 48 ore, senza contare eventuali tempi di elaborazione. Il nome può trarre in inganno: il giorno-luce misura quanto è lontana la sonda, non quanto tempo impiega a percorrere quella distanza.

Oltre l’eliosfera, ma ancora nella Via Lattea

Voyager 1 è entrata nello spazio interstellare nell’agosto 2012, dopo aver oltrepassato l’eliosfera, la regione influenzata dal vento solare. Questo non significa che abbia lasciato la Via Lattea: NASA/JPL afferma che la sonda continuerà a orbitare nella galassia insieme al Sole (NASA sulla missione interstellare; NASA/JPL sulla sonda).

Le proiezioni per Voyager 2 e Gliese 445

NASA prevede che Voyager 2 raggiunga un giorno-luce dalla Terra nel novembre 2035. Per Voyager 1, invece, l’agenzia stima che tra circa 40.000 anni passerà a circa 1,7 anni luce da Gliese 445. È un passaggio previsto a distanza dalla stella.