Yars’ Revenge arrivò sugli scaffali nel maggio 1982. È il titolo originale di Atari più venduto per la sua console 2600 e, a dirla tutta, uno dei più strani dal punto di vista grafico. Il suo creatore, Howard Scott Warshaw, riuscì a sviluppare alcuni effetti molto interessanti, ma il pilastro di pixel e colori che funge da «Zona Neutrale» è ciò che cattura tutta l'attenzione. Un dettaglio ignorato da molti giocatori è che dentro quel pilastro si nasconde il codice del gioco, e sul canale Retro Game Mechanics Explained si chiedono se sia possibile decifrarlo…

Yars’ Revenge: il gioco di Atari che nascondeva il suo codice sullo schermo
Il codice di Yars’ Revenge

Per padroneggiare Yars’ Revenge, il primo passo non è altro che leggere il manuale… perché nessuno capisce cosa bisogna fare all'inizio. Il gioco iniziò la sua fase di sviluppo come un potenziale port di Star Castle, ma i limiti tecnici dell'Atari 2600 portarono il suo programmatore Howard Scott Warshaw verso una storia con umanoidi mutanti gli Yars evoluti dalla mosca comune, minacciati dai Qotile. La «vendetta» degli Yars è per la distruzione di uno dei loro pianeti, Razak IV.

Tutti questi dettagli si conoscono grazie al materiale ufficiale che accompagnò Yars’ Revenge (un fumetto, una canzone e persino un audio dramma) e ai commenti dello stesso Warshaw. Ad esempio, «Yars» e «Razak» sono un gioco di parole ispirato a chi era CEO di Atari, Ray Kassar. Ma la cosa più importante è proprio lì, al centro dello schermo ogni volta che la partita inizia: il codice di Yars’ Revenge, nascosto nella Zona Neutrale.

È possibile decifrare il codice di Yars’ Revenge nascosto sullo schermo?

Il canale Retro Game Mechanics Explained menziona che Warshaw «quasi» ebbe un problema legale con Atari per aver manipolato il suo codice in quel modo, ma oltre a usare scrolling in entrambe le direzioni, applicò anche cambiamenti X-Y e colori casuali, aggiungendo che «se qualcuno poteva ottenere il codice di tutto questo, allora lo meritava».

L'analisi iniziale del video rivela che i grafici di Yars’ Revenge sfarfallano, perché la console non può disegnare tutti gli elementi contemporaneamente. Se la Zona Neutrale è attiva (insieme al missile distruttore e al Cannone Zorlon), lo Scudo Qotile scompare, e viceversa. Se ci concentriamo completamente sulla Zona Neutrale, cominciano a emergere alcuni pattern: l'animazione si estende per 128 frame, ma se consideriamo lo sfarfallio (frame sì, frame no), l'intero ciclo è di 256 frame, ovvero 4,3 secondi.

Yars’ Revenge: il gioco di Atari che nascondeva il suo codice sullo schermo

(N.d.R.: attenzione alle cuffie)

Con ulteriori regolazioni sui grafici (sempre sotto un emulatore, poiché sarebbe impossibile catturare quel livello di dettaglio usando il segnale RF originale della console) e una buona dose di «Exclusive or», Retro Game Mechanics Explained è riuscito a isolare 254 righe (o byte) con rappresentazioni a sette bit… e questo è un problema che si divide in tre parti: c'è un bit nascosto (il cosiddetto «least significant»), non conosciamo l'orientamento con esattezza… e manca metà codice.

A partire dal minuto 15, il video diventa molto più denso a livello tecnico, ma ciò non lo rende meno interessante. Al contrario, è una dimostrazione efficace della creatività del programmatore che sfruttò al massimo le limitate risorse dell'Atari 2600, e della conoscenza di Retro Game Mechanics Explained nell'interpretare codice, anche quando incompleto. In effetti, lo stesso Warshaw passò dalla sezione commenti e si sentì «contento e sollevato» nel vedere che il suo metodo per offuscare il codice era riuscito a superare un'analisi simile.