La Bambu Lab H3C è pensata per chi stampa spesso con più colori o materiali: i nove utensili restano caricati e pronti, e il sistema gestisce anche filamenti flessibili molto morbidi. I test di CNC Kitchen rilevano cambi di materiale da 6–7 secondi in alcune condizioni, ma una stampa completa può richiedere ore e lasciare decine o centinaia di grammi di spurgo.

Nove utensili per tenere i materiali pronti

La H3C usa il sistema Swaptek: ogni utensile ha un proprio percorso del filamento e un riscaldatore, così i materiali possono restare caricati mentre la macchina passa dall’uno all’altro. Nella configurazione descritta da Denise Bertacchi per Tom’s Hardware, otto utensili accettano filamento da 1,75 mm e uno è dedicato al diametro da 2,85 mm. La macchina usa inoltre il sistema AMS 3H integrato, con nove alloggiamenti per bobine.

Il filamento da 2,85 mm richiede un utensile dedicato, non basta sostituire l’ugello su uno previsto per il diametro da 1,75 mm. La combinazione apre la strada a materiali flessibili difficili da spingere negli estrusori tradizionali. Bambu Lab dichiara il supporto per TPU fino a 75A, una scala che indica la durezza del materiale; il valore più basso corrisponde a un TPU più morbido. La scheda ufficiale della H3C indica anche un volume utile di 330 × 320 × 325 mm.

Bambu Lab dichiara un cambio di materiale in sei secondi in condizioni interne ottimali. Quel dato riguarda il passaggio fra materiali, non il tempo necessario a completare una stampa. Nei test di CNC Kitchen, i cambi da una stampa all’altra duravano in genere 6–7 secondi quando la macchina doveva soltanto caricare il materiale; superavano di poco i 10 secondi quando l’utensile tracciava anche il contorno esterno della torre di spurgo.

Tempi di stampa e materiale di spurgo

Il cambio rapido non elimina lo spurgo, cioè il filamento espulso durante il passaggio da un materiale all’altro. Bambu Lab dichiara 38 mg per cambio soltanto in condizioni ottimali di test interni e precisa che la quantità varia con il filamento e le impostazioni. Sono grammi per singolo cambio, non il totale di un lavoro.

Nei test di Denise Bertacchi per Tom’s Hardware, una stampa di un drago a otto colori è durata meno di 24 ore e ha prodotto 68 g di spurgo. Il lavoro usava strati da 0,2 mm e una velocità media di 140 mm/s. In un’altra stampa, quella di Princess Donut e Mongo a nove colori, la H3C ha impiegato 15 ore e 12 minuti e accumulato 152,6 g nella torre di spurgo, con impostazioni predefinite e strati da 0,2 mm.

Dopo quasi 400 ore di utilizzo, Stefan Hermann di CNC Kitchen ha stimato che nei lavori reali la H3C fosse in genere circa il 10% più veloce di H2C e H2D. È una valutazione del recensore, non un risultato valido per ogni modello: il tempo dipende anche dal flusso di materiale richiesto dal pezzo, oltre che dai cambi di utensile.

Il TPU mette alla prova il sistema di alimentazione

Il video in inglese di LayerLabs media mostra il cambio utensile, la miscelazione dei colori e prove con il TPU. Il creatore dichiara di aver ricevuto gratuitamente la macchina da Bambu Lab per contenuti sui social; Bambu Lab ha approvato il video.

CNC Kitchen riferisce di aver stampato TPU 60A di Recreus a 10 mm³/s sulla propria unità. Nel medesimo test, una bobina piena di TPU 90A poteva tendere il filamento nel percorso di bypass e sfilarlo dalla zona di fusione di un utensile parcheggiato. La stampante rilevava il problema e metteva in pausa il lavoro; il recensore non lo ha più osservato quando la bobina era parzialmente vuota. È una condizione descritta durante quel test, non una misura del comportamento di tutte le macchine.

Le stampe flessibili possono occupare la macchina a lungo. VoxelMatters ha riferito che un proprio modello di scarpa, realizzato con TPU e PLA, ha richiesto quasi 80 ore ed è terminato senza interruzioni. Un beta tester, u/CoolioTheMagician, ha invece descritto due scarpe diverse e un costo dei materiali di 45,24 €: 28,80 € per 908,68 g di TPU da 2,85 mm, 14,82 € per 397,10 g di TPU 90A e 1,62 € per 178,45 g di PLA usato per i supporti. La cifra esclude l’elettricità; il tester ha anche precisato che l’acquisto all’ingrosso del PLA aveva influito sul prezzo. Il dettaglio dei materiali pubblicato dal tester riguarda quel progetto, non un costo standard per ogni paio di scarpe.

Ingombro e limiti emersi nei test

L’AMS 3H è montato sopra la stampante. Ha nove alloggiamenti, ma solo due sono nella camera di asciugatura, che arriva a 85 °C secondo la documentazione del prodotto. Tom’s Hardware riferisce inoltre che sette posizioni dispongono di un bypass per il TPU. Sulla propria unità, la recensora ha trovato utile uno sgabello per raggiungere le bobine posteriori.

L’ingombro conta anche in altezza: Tom’s Hardware indica 1.306 mm come spazio operativo richiesto per la macchina e riporta un peso di 36,28 kg. La scheda ufficiale specifica un volume di stampa di 330 × 320 × 325 mm, una temperatura massima dell’ugello di 350 °C e il riscaldamento attivo della camera fino a 65 °C.

Le prove hanno registrato anche problemi circoscritti alle unità recensite. Tom’s Hardware ha descritto firmware beta e un utensile che, durante stampe multicolore lunghe, poteva impigliarsi nei tubi Bowden e sganciarsi. CNET ha riferito cedimenti di supporti o torri di spurgo in alcune stampe alte, soprattutto quando il recensore impostava la velocità al 125%. Questi riscontri riguardano le rispettive prove, non quantificano la frequenza del problema tra gli utenti.

Specifiche principali

CaratteristicaBambu Lab H3C
Utensili9 percorsi indipendenti; nella configurazione descritta, 8 per filamento da 1,75 mm e 1 per filamento da 2,85 mm
Volume utile330 × 320 × 325 mm
AMS 3H9 alloggiamenti per bobine; 2 posizioni di asciugatura fino a 85 °C
Temperatura massima dell’ugello350 °C
Riscaldamento della cameraAttivo, fino a 65 °C

A chi conviene e quale alternativa valutare

La H3C è più interessante per chi usa spesso molti materiali, alterna colori o lavora con TPU molto morbido: avere gli utensili già caricati riduce le operazioni di cambio, mentre il percorso da 2,85 mm permette di affrontare materiali flessibili che altrimenti richiedono più cautela. Per stampe che richiedono al massimo due materiali, Tom’s Hardware indica la Bambu Lab H2D come alternativa da considerare. Il vantaggio pratico della H3C dipende quindi da quanto spesso si sfruttano davvero gli utensili aggiuntivi.

Il compromesso resta concreto: le prove riportano tempi di stampa lunghi e spurgo misurabile, e la macchina richiede spazio verticale e accesso alle bobine superiori. Al 5 novembre 2026, la vetrina europea Bambu Lab in italiano mostrava la variante H3C Combo a 2.499,00 €. La pagina avverte che prezzo finale e IVA possono variare in base alla destinazione di spedizione. La vetrina europea Bambu Lab