ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO) ha rilevato cloruro di idrogeno (HCl) nell’atmosfera marziana vicino ad Alba Mons. La coincidenza con fratture sulle pendici ha portato i ricercatori a considerare una fuoriuscita di gas da un sistema magmatico come spiegazione probabile. È un’interpretazione indiretta: nell’intervista all’Agenzia spaziale europea (ESA), il coautore Daniel Mège afferma che su Marte non sono state osservate eruzioni o colate laviche in propagazione.
La vicinanza tra un gas rilevato nell’atmosfera e le fratture del terreno rende plausibile un legame geologico, ma non identifica da sola la sorgente.
Quanto HCl è stato rilevato
Secondo Mège, la concentrazione era dell’ordine di 2 parti per miliardo in volume (ppbv): circa due molecole di HCl ogni miliardo di molecole nell’aria. È una quantità minima, rilevabile con gli strumenti di TGO.
Come si collegano i dati atmosferici alle fratture
Per esaminare l’area, i ricercatori hanno affiancato i dati atmosferici dell’Atmospheric Chemistry Suite (ACS) alle immagini della camera CaSSIS, entrambe a bordo di TGO. Le osservazioni hanno localizzato il segnale di HCl vicino ad Alba Mons, dove sulle pendici sono state descritte fratture strette, alcune lunghe centinaia di metri, associate a cambiamenti di colore del terreno.
Il team propone che queste fratture possano offrire una via di fuga ai gas provenienti dal sottosuolo. Mège riferisce che i ricercatori hanno valutato anche processi chimici atmosferici legati all’acqua e alle polveri ricche di cloro; tra le spiegazioni considerate, il gruppo giudica più probabile la fuoriuscita magmatica.
Il segnale cambia anche con le stagioni
In generale, le concentrazioni di HCl tendono a essere più alte durante l’inverno dell’emisfero nord e a ridursi quasi fino a scomparire in estate. La rilevazione localizzata vicino ad Alba Mons risale invece a un insolito periodo di inizio estate boreale.
Le particelle di ghiaccio possono assorbire HCl. Inoltre, secondo Mège, il congelamento e il disgelo stagionale del permafrost superficiale alle alte latitudini potrebbero intrappolare o liberare gas. Questi processi rendono più complesso interpretare le variazioni atmosferiche, mentre la localizzazione del segnale e le fratture forniscono indizi geologici da valutare insieme.
Che cosa dice il rilevamento sulla possibile presenza di vita
Il rilevamento di HCl non dimostra che esista vita vicino ad Alba Mons. Mège distingue questo gas, associato all’ipotesi magmatica, dai gas idrotermali, più difficili da attribuire e potenzialmente legati ad ambienti d’interesse per la ricerca biologica. Anche la presenza di un simile ambiente, tuttavia, non attesterebbe da sola la presenza di vita.