Dopo due manovre di frenata riuscite, Hera ha raggiunto una velocità relativa di 20 m/s rispetto al sistema Didymos. L’Agenzia spaziale europea (ESA) riferisce inoltre che la camera della sonda ha distinto Didymos e la sua luna Dimorphos in un’immagine ripresa da 1.280 km; Dimorphos occupava circa un pixel. L’indagine ravvicinata deve ancora cominciare. ESA ha comunicato il risultato il 27 ottobre 2026.

Che cosa hanno ottenuto le manovre di Hera

La frenata ha portato la sonda a una velocità relativa di 20 m/s rispetto ai due asteroidi. È un dato riferito al sistema Didymos, non alla Terra. NeoTeo aveva già raccontato il piano per la prima manovra, prevista per il 15 ottobre; l’aggiornamento precedente sulla manovra di Hera descriveva quel traguardo atteso, mentre ESA ha poi confermato il successo della coppia di frenate.

I dettagli delle singole accensioni sono stati riferiti da 20minutos: BRM-1 si è svolta il 15 ottobre ed è durata 93 minuti, con tre propulsori a idrazina accesi insieme; BRM-2, il 22 ottobre, è durata circa 31 minuti. ESA ha confermato l’esito positivo delle due manovre, senza indicarne nuovamente le durate individuali.

La prima immagine separa Didymos e Dimorphos

L’Asteroid Framing Camera di Hera ha ripreso i due corpi a 1.280 km di distanza. In quell’immagine Dimorphos appariva grande circa un pixel: la distinzione tra i due asteroidi segna un primo traguardo di osservazione, non una ricognizione ravvicinata.

ESA indica una larghezza di 151 m per Dimorphos e un diametro di 780 m per Didymos. I due corpi orbitano a una distanza media di 1,15 km. Queste dimensioni danno il contesto alla prossima fase: Hera dovrà raccogliere osservazioni più dettagliate sul corpo colpito da DART e sul punto dell’impatto.

Che cosa studierà Hera dopo l’impatto di DART

Il 26 settembre 2022 la sonda DART della NASA colpì Dimorphos a 6,1 km/s. Secondo ESA, l’impatto accorciò di circa 33 minuti il periodo orbitale di Dimorphos attorno a Didymos. La missione Hera è stata progettata per esaminare più da vicino gli effetti di quell’urto e contribuire alla valutazione della tecnica dell’impatto cinetico per la difesa planetaria.

L’indagine prevista dovrà chiarire se DART ha formato un cratere o ha modificato la forma di Dimorphos, e misurare composizione, struttura interna e massa dell’asteroide. ESA prevede anche l’impiego di due CubeSat per osservazioni più ravvicinate. Nell’aggiornamento del 27 ottobre, l’agenzia aveva indicato il 25 novembre 2026 come data prevista per le prime immagini dettagliate di Dimorphos.