Il 1° ottobre 2026 la missione rideshare Transporter-18 di SpaceX ha portato in orbita gli ultimi otto satelliti Eaglet II. Secondo l’Agenzia spaziale europea (ESA), così la costellazione è arrivata a 24 satelliti e il programma IRIDE a un totale di 39 satelliti in orbita.
Eaglet II completa la costellazione di 24 satelliti
Il lancio è avvenuto con un razzo Falcon 9 dalla Vandenberg Space Force Base, in California. I precedenti lanci di Eaglet II elencati dall’ESA risalgono al 28 novembre 2025 e al 30 marzo 2026: ciascuno aveva portato in orbita otto satelliti.
I 24 satelliti Eaglet II sono una parte del programma IRIDE, avviato dal governo italiano e sviluppato dall’ESA per l’Agenzia spaziale italiana (ASI). Il totale di 39 satelliti in orbita riguarda l’intero programma, non la sola costellazione Eaglet II.
Sensori per osservare la Terra e monitorare il mare
I satelliti Eaglet II montano sensori multispettrali, che acquisiscono immagini della superficie terrestre, e un sistema di identificazione automatica (AIS), destinato al monitoraggio marittimo e ai servizi di sicurezza.
Per il programma IRIDE nel suo insieme, l’ESA indica applicazioni come il monitoraggio dei movimenti del terreno e della copertura del suolo, degli incendi, delle coste, della qualità dell’aria, del meteo e delle infrastrutture critiche.
Dall’orbita alla messa in servizio
OHB Italia ha sviluppato e testato i satelliti. Diverse ore dopo il lancio, il suo centro di controllo missione a Roma ha ricevuto il primo segnale di comunicazione in orbita da ciascuna unità.
L’ESA prevede che i satelliti passino all’ASI per le operazioni una volta completata la messa in servizio.