Il 16 settembre 2026 un rapporto ha descritto una spaccatura interna alla Casa Bianca sulla regolazione dell’intelligenza artificiale: da una parte la linea leggera associata al consigliere per l’IA David Sacks e a diversi dirigenti tecnologici, dall’altra i funzionari preoccupati per attacchi informatici, banche, reti idriche ed elettriche e possibili rischi per la sicurezza nazionale. Non emerge una nuova legge federale complessiva sull’IA.
La disputa riguarda soprattutto quanto a lungo il governo debba esaminare i modelli più avanzati prima della loro diffusione e quali responsabilità debbano ricadere sulle aziende. Secondo il rapporto, Sacks avrebbe convinto Donald Trump a cancellare a maggio un ordine esecutivo che prevedeva una revisione governativa più estesa. Susie Wiles, capo di gabinetto della Casa Bianca, e Scott Bessent, segretario al Tesoro, sarebbero rimasti sorpresi e contrari alla decisione.
Innovazione contro garanzie di sicurezza
La posizione associata a Sacks punta a evitare che nuovi obblighi rallentino lo sviluppo dell’IA e la competizione degli Stati Uniti con la Cina. Sacks ha sostenuto che le attuali norme sulla responsabilità per i prodotti e sulle frodi siano in larga parte sufficienti per i modelli di IA e che spetti alle aziende mantenere il controllo dei propri prodotti.
Wiles e Bessent avrebbero invece chiesto garanzie più robuste. Bessent avrebbe avvertito che attacchi informatici potenziati dall’IA potrebbero compromettere seriamente il sistema bancario. Nel confronto interno sarebbero rientrati anche i rischi per le reti idriche ed elettriche e il possibile impiego dell’IA nello sviluppo di armi biologiche.
| Priorità | Cosa cerca | Rischio che mira a evitare |
| Approccio leggero | Limitare nuovi controlli e affidarsi in larga parte alla responsabilità delle aziende | Rallentare l’innovazione e la competitività statunitense |
| Approccio orientato alla sicurezza | Sottoporre i modelli avanzati a garanzie e valutazioni governative più incisive | Attacchi contro banche e infrastrutture critiche, oltre ad altri rischi per la sicurezza nazionale |
Il contrasto non è quindi tra sviluppo dell’IA e sicurezza in senso assoluto. Il punto è decidere se le garanzie debbano arrivare soprattutto dalle aziende e dalle norme già esistenti oppure da controlli pubblici più estesi prima dell’impiego dei modelli.
Qual è la politica della Casa Bianca sull’IA?
I documenti ufficiali delineano una politica nazionale uniforme, favorevole all’innovazione e con alcune aree specifiche di tutela. Il 20 marzo 2026 la Casa Bianca ha pubblicato un quadro legislativo nazionale articolato in sei obiettivi: protezione di bambini e genitori, comunità, proprietà intellettuale, libertà di espressione, innovazione e sviluppo della forza lavoro.
L’11 dicembre 2025 Donald Trump aveva firmato l’Executive Order 14365, che dirige l’azione federale contro le leggi statali sull’IA ritenute incompatibili con un quadro nazionale meno gravoso. Lo stesso ordine preserva la possibilità di interventi statali in ambiti come la sicurezza dei minori, le infrastrutture dei centri dati e gli acquisti delle amministrazioni statali.
La Casa Bianca sostiene che un insieme frammentato di norme statali potrebbe ostacolare l’innovazione e la capacità degli Stati Uniti di competere nel settore globale dell’IA. Questo indirizzo punta dunque all’uniformità federale, ma lascia aperte alcune competenze degli Stati.
Perché i funzionari temono la sicurezza dell’IA
Le preoccupazioni riportate riguardano la capacità dei sistemi avanzati di trovare vulnerabilità nei software e di sostenere operazioni informatiche più sofisticate. Da qui derivano i timori per banche, reti elettriche, impianti idrici e altri servizi essenziali.
Nel dibattito sono state citate anche le applicazioni biologiche dell’IA. Il modello Mythos di Anthropic sarebbe stato considerato da alcuni funzionari un segnale d’allarme per la sua potenziale capacità di facilitare attacchi informatici complessi. Questi elementi fanno parte del quadro di rischi discusso dai funzionari, non di una nuova disciplina federale già definita.
Il confronto coinvolge anche il settore tecnologico. Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, e Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta Platforms, sono associati alla contrarietà a ulteriori regole e a rallentamenti coordinati. Elon Musk è invece associato al sostegno di garanzie più severe. OpenAI e Anthropic avrebbero discusso con funzionari della Casa Bianca le questioni legate alla sicurezza dell’IA.
Che cosa è successo alla revisione ampliata dei modelli
Secondo il rapporto, David Sacks avrebbe convinto Donald Trump a rinunciare nel maggio 2026 all’ordine esecutivo che avrebbe sottoposto i modelli più potenti a una revisione governativa più lunga. In seguito, sotto la pressione di Susie Wiles e Scott Bessent, Trump avrebbe firmato una versione ridotta dell’ordine.
La vicenda mostra quanto sia ancora contesa la direzione della politica statunitense sull’IA: i documenti pubblici indicano un obiettivo di uniformità nazionale e di sostegno all’innovazione, mentre il confronto interno riguarda l’intensità dei controlli e le garanzie necessarie per contenere i rischi di sicurezza.