Doom. In precedenza abbiamo spiegato come ottenerlo, come giocarlo con ray tracing e come eseguirlo su dispositivi strani come un telefono di linea. Abbiamo anche studiato da vicino il suo speedrun più estremo e l'origine dei suoi suoni, ma devo ammettere che non abbiamo mai esplorato la sua intelligenza artificiale... fino ad ora. Il canale YouTube AI and Games ha pubblicato un eccellente mini documentario sull'intelligenza artificiale di Doom, ripercorrendo le sue caratteristiche principali, il comportamento dei nemici e altro.

L'intelligenza artificiale di Doom
L'intelligenza artificiale di Doom

Cerca in qualsiasi lista dei migliori giochi per DOS e vedrai che Doom si trova comodamente nella Top 10. Se decidi di esplorare il territorio di DOSBox sui moderni sistemi, Doom è uno dei primi giochi che dovresti provare, oppure, in alternativa, puoi scaricare alcuni dei suoi port. E se ti piace l'elettronica o l'hacking di certi dispositivi, Doom è diventato il 'Hello World' per eccellenza.

Tuttavia, c'è ancora molto da imparare su Doom, a cominciare dalla sua intelligenza artificiale. Forse ricordi dettagli come nemici che danno le spalle all'inizio di un livello, o morti più 'colorite' in termini di sangue e interiora. Tutto questo ha un meccanismo dietro, e il canale YouTube chiamato AI and Games lo spiega in un mini documentario che non supera i 30 minuti.

Come funziona l'intelligenza artificiale di Doom

L'intelligenza artificiale dei nemici è in realtà una classe di oggetto all'interno del gioco chiamata 'Thinker' o 'Pensatore'. Doom possiede un totale di quattro pensatori: Attori (giocatore, NPC, i livelli stessi), la barra di stato (che calcola nuovi valori costantemente), la mappa (con i suoi aggiornamenti corrispondenti) e il rendering dell'HUD. La logica centrale dei nemici è definita come Finite-State Machine, una risorsa per far sì che i personaggi eseguano determinati comportamenti in uno stato definito.

L'intelligenza artificiale di Doom
Gli otto 'modi' o 'stati' in Doom e Doom 2

La Finite-State Machine utilizza un diagramma di otto stati o nodi. I nemici iniziano sempre nello stato 'Spawn', in cui sostanzialmente aspettano un evento o uno stimolo. Ricordi i nemici fermi e di spalle all'inizio di Doom II? Ecco, quello è 'Spawn'. Poi passano a 'See', che permette loro di muoversi e dirigersi verso il bersaglio. A seconda della situazione, il nemico può adottare due tipi di attacco, 'Melee' o 'Range', tornando a 'See' quando l'attacco termina. 'Pain' è lo stato di dolore, che avviene solo quando il giocatore causa danno, ma non si attiva in tutti i casi, bensì si basa su una probabilità codificata nel design di ogni nemico.

L'intelligenza artificiale di Doom
Il gib non è casuale: dipende da un calcolo speciale

Infine, i nemici di Doom hanno due tipi di morte: 'Die' è quello convenzionale, che si verifica quando il danno totale ricevuto supera la salute base. Ma esiste anche 'XDie' per l'effetto gib, cioè quando il nemico riceve così tanto danno da essere ridotto a poltiglia. Affinché il gib avvenga, il danno al momento della morte deve superare il valore di salute rimanente più la salute originale. Esempio: un Imp ha 60 punti di salute. Se lo attacchiamo fino a lasciarlo con 10 punti, per attivare l'effetto gib dobbiamo causare (10+1) + 60 = 71 punti di danno. Tecnicamente, qualsiasi nemico può ricevere un gib, anche i boss, sempre che intervenga un telefrag, che causa 10.000 punti di danno.

L'ultimo stato è 'Raise', legato all'Arch-vile di Doom 2... ma dovrai guardare il resto del documentario per capire come funziona. Se sei un fan di Doom non puoi perdertelo, e se per qualche motivo non ti piace la saga ma sei interessato al profilo tecnico dei giochi classici, sono sicuro che troverai informazioni utili.