L’anteprima delle condizioni commerciali di Meta indica il 20 novembre 2026 come data prevista per l’entrata in vigore delle modifiche. Il 23 ottobre GadgetsNow ha riferito che Meta aveva spostato la data inizialmente prevista per il 30 ottobre. Il 22 ottobre La Voz de Galicia aveva riferito che AMI e altre organizzazioni europee avevano chiesto alla Commissione europea misure cautelari per sospendere i termini.
Che cosa consente la clausola di Meta
La sezione 1 delle condizioni commerciali di Meta autorizza software automatizzati, come bot e crawler, ad accedere, indicizzare, memorizzare nella cache, analizzare, raccogliere, recuperare o scansionare domini, pagine e URL associati ai prodotti o servizi di un’attività commerciale. La clausola prevede anche il recupero periodico degli aggiornamenti.
Le condizioni riguardano usi commerciali dei servizi Meta, tra cui pubblicità, messaggi di marketing, vendita o inserimento in catalogo di prodotti, gestione di Pagine o Gruppi aziendali e utilizzo di Ads Manager, Meta Business Suite o servizi di misurazione. Meta indica come finalità la fornitura, lo sviluppo, il miglioramento, la ricerca e la manutenzione di prodotti pubblicitari e commerciali, compresi gli strumenti per creare e distribuire annunci e contenuti commerciali e mettere in contatto le aziende con le persone interessate.
La clausola non menziona esplicitamente l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale tra queste finalità. AMI teme che i contenuti raccolti possano essere usati per addestrare Meta AI; questa è la preoccupazione dell’associazione.
Che cosa hanno chiesto gli editori alla Commissione
Secondo La Voz de Galicia, alla richiesta di misure cautelari hanno aderito l’Asociación de Medios de Información (AMI), la European Magazine Media Association (EMMA), la European Newspaper Publishers’ Association (ENPA), la European Publishers Council (EPC) e News Media Europe. Le organizzazioni contestano le condizioni perché, a loro avviso, lascerebbero agli editori poco spazio per negoziare e potrebbero indebolire il loro controllo sui contenuti giornalistici e sulla relativa remunerazione.
Le associazioni hanno inoltre richiamato possibili profili di contrasto con l’articolo 6, paragrafo 12, del regolamento sui mercati digitali (DMA) e con l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).