La mappa NASA del Pacifico più blu rappresenta la lunghezza d’onda visibile apparente, calcolata dai dati sul colore oceanico raccolti dallo strumento Ocean Color Instrument del satellite PACE. Nel confronto tra il 2025 e il 2026, un’area verdastra si restringe nel Pacifico equatoriale occidentale mentre si estende una tonalità più blu; NASA associa il cambiamento a una minore presenza di fitoplancton.

Che cosa misura la mappa di NASA

L’Ocean Color Instrument di PACE rileva centinaia di lunghezze d’onda nella luce visibile, nel vicino infrarosso e nell’ultravioletto. NASA calcola da queste osservazioni un colore medio dell’oceano, rappresentato nella mappa come lunghezza d’onda visibile apparente. La tonalità è un indicatore delle condizioni del fitoplancton nelle aree interessate.

Come El Niño può cambiare il colore del Pacifico

El Niño è un fenomeno climatico naturale caratterizzato da acque più calde del normale in alcune zone del Pacifico equatoriale e da cambiamenti nei venti e nella circolazione oceanica. NASA collega il segnale più blu a una possibile catena di effetti: gli alisei si indeboliscono, diminuisce la risalita di acqua fredda e ricca di nutrienti e il fitoplancton si riduce nelle zone interessate.

Colore, temperatura e altezza del mare sono misure diverse

Perché il Pacifico equatoriale appare più blu nelle mappe NASA

La mappa del colore deriva dai dati di PACE. Le misurazioni della temperatura superficiale e dell’altezza del mare riguardano invece variabili distinte. NASA riferisce che nel Pacifico orientale la temperatura della superficie è circa 1,7 °C sopra la media di lungo periodo; per queste osservazioni vengono usati strumenti satellitari, boe e misurazioni da navi.

Per l’altezza del mare, NASA usa i dati altimetrici di Sentinel-6, che misura il livello oceanico ogni 10 giorni. In alcune zone l’altezza risulta superiore al normale di 30–40 cm; presso l’Indonesia e l’Australia settentrionale, alcune aree risultano invece 15–20 cm sotto il normale.

Che cosa significa l’83% della previsione NOAA

Nella discussione dell’8 ottobre 2026, il NOAA Climate Prediction Center ha assegnato una probabilità dell’83% al raggiungimento di un RONI trimestrale pari o superiore a +2,5 °C tra ottobre e dicembre 2026. La soglia indica un evento di forza storica, superiore agli eventi di El Niño osservati dal 1950.

Separatamente, NOAA ha previsto una probabilità superiore all’83% di condizioni da forti a molto forti fino al periodo gennaio-marzo 2027. La previsione indica che gli effetti associati a El Niño sono più probabili, senza garantire uno stesso impatto in ogni regione.