Al 22 ottobre 2026 l’ESA non aveva approvato un aumento della produzione dei booster di Ariane 6. Secondo SpaceIntelReport, il direttore generale Josef Aschbacher disse che l’agenzia avrebbe atteso stime affidabili della domanda prima di intervenire, all’inizio del 2027. Aschbacher riteneva probabile una carenza di lanciatori verso la fine del decennio; l’ESA aveva chiesto ad ArianeGroup e Arianespace dati sui possibili aumenti dei ritmi produttivi.
La richiesta arrivò dopo la riunione del Consiglio dell’ESA del 21 e 22 ottobre. ArianeGroup è l’appaltatore principale di Ariane 6; Arianespace è il suo braccio commerciale. La decisione di aumentare la produzione dipenderà dalle stime della domanda di lanci.
Che cosa cambia con il P160C
Il P160C è un motore a propellente solido impiegato nei booster di Ariane 6. Secondo l’ESA contiene 156 tonnellate di propellente, 14 in più del P120C. I booster basati sul P160C possono aumentare fino al 15% le prestazioni di Ariane 6, un incremento equivalente a 2 tonnellate in orbita terrestre bassa.
Il P160C è alto 14,5 metri, un metro in più del P120C. L’ESA precisa che l’altezza aggiuntiva non cambia il collegamento con il corpo centrale né l’altezza complessiva del booster. Il motore ha debuttato in volo il 17 giugno 2026, sulla missione VA269: Ariane 6 ha portato in orbita 36 satelliti Amazon Leo.
Dove si producono i componenti del P160C
La filiera si divide tra più paesi europei e la Guyana francese. L’ESA indica che la struttura del motore viene prodotta in Italia, la valvola in Francia e il sistema di accensione in Norvegia. I booster vengono riforniti e preparati per il lancio nella Guyana francese.
| Componente o attività | Luogo |
| Struttura del P160C | Italia |
| Valvola del motore | Francia |
| Sistema di accensione | Norvegia |
| Rifornimento e preparazione dei booster | Guyana francese |
Le fasi di produzione del P120C
Un filmato pubblicato da Amazing Space Videos il 26 marzo 2020 ripercorre la produzione del P120C: mostra l’avvolgimento automatizzato dell’involucro in fibra di carbonio, la cura in autoclave, i controlli radiografici, la colata del propellente a Kourou, la produzione dell’ugello e l’integrazione orizzontale del motore.