Nel racconto pubblicato il 5 ottobre 2026, David Gewirtz descrive come ha realizzato Icon Gallery ’97 con Claude e Claude Code senza scrivere codice. Per il progetto ha impartito 502 direttive in quattro giorni attivi; poi sono serviti test, debugging e lavoro manuale per preparare l’app alla pubblicazione.

Da un archivio di icone a un’app per Mac

La raccolta Icon Gallery originale risaliva al 1997: secondo Gewirtz, la sua azienda aveva creato tre volumi con oltre 2.000 icone a colori da 32×32 pixel. Anni dopo, recuperò un file di Macromedia Director che ne conteneva 2.338.

Gewirtz racconta che il 2 settembre Claude estrasse dal file più di 2.000 immagini PNG in quattro minuti e 30 passaggi. L’idea di trasformare l’archivio in un’app per Mac gli venne il 20 settembre. Il 27 settembre inviò l’app ad Apple; riferisce che fu accettata quattro giorni dopo e pubblicata sull’App Store.

502 direttive e funzioni in crescita

Gewirtz dice di aver dato a Claude Code 502 direttive individuali nell’arco di quattro giorni attivi. Il conteggio descrive giorni di interazione, non quattro giornate lavorative a tempo pieno.

L’app partì dalla possibilità di sfogliare e ridimensionare le icone. Nel racconto di Gewirtz, il progetto si estese alla ricolorazione, alla creazione di raccolte e preferiti, all’esportazione di emoji per Slack e al trascinamento delle icone in altre app. Le immagini potevano essere ridimensionate da 32×32 a 1.024×1.024 pixel.

I conteggi si riferiscono a due fasi diverse: il file recuperato conteneva 2.338 icone, mentre Gewirtz dice che nel pacchetto dell’app ne furono incluse 2.146.

Test, file protetti e debugging

Per proteggere la raccolta, Gewirtz racconta di aver riunito le icone in un unico file cifrato e di averle decifrate dinamicamente quando l’app ne aveva bisogno. Dice di aver danneggiato appositamente alcune copie per controllare che il problema venisse rilevato e di aver confrontato i file decifrati con gli originali.

I test misero in luce anche un problema di prestazioni: lo scorrimento rallentava quando immagini a dimensione intera venivano usate per creare le anteprime. In un altro caso, un percorso del codice ricostruiva la finestra 482 volte per una singola richiesta di ridimensionamento. Gewirtz riferisce di aver chiesto a Claude di eseguire test e di aver poi indagato sui problemi emersi.

La preparazione per l’App Store

Prima dell’invio, Gewirtz dice di aver rimosso alcune icone: un logo Caterpillar, un volto che ricordava Charlie Brown e immagini di colpi d’arma da fuoco. Nel suo racconto, questa scelta rientrava nella preparazione alla revisione dell’App Store e nella valutazione della provenienza delle illustrazioni.

Anche i materiali promozionali richiesero lavoro manuale. Dopo aver giudicato Claude, Gemini e ChatGPT inadatti a realizzarli, Gewirtz preparò le immagini in Photoshop: impiegò tre giorni.

Per le prove tramite TestFlight, racconta di aver caricato 21 versioni in un mercoledì, tra le 6:49 e le 21:20. Apple respinse il 22º invio e gli impose di attendere un giorno intero; secondo Gewirtz, il ritardo fece slittare il progetto di un giorno.

Nel percorso descritto da Gewirtz, Claude Code contribuì alla realizzazione dell’app, mentre definire le funzioni, controllare il comportamento, correggere gli errori e preparare la pubblicazione restarono parte del lavoro sul progetto.