Il 27 ottobre 2026, la Norwegian Media Businesses’ Association (MBL) ha annunciato che dieci organizzazioni dei media norvegesi hanno chiesto al Tribunale distrettuale di Oslo un provvedimento provvisorio per impedire l’entrata in vigore delle Condizioni commerciali aggiornate di Meta prima che il tribunale ne esamini la legittimità. La misura richiesta sospenderebbe temporaneamente gli effetti delle condizioni durante l’esame.

Che cosa contestano gli editori

Secondo i ricorrenti, le condizioni potrebbero consentire a Meta di raccogliere articoli, fotografie e video, compresi contenuti dietro paywall, per usi che includono i prodotti di intelligenza artificiale. Gli editori sostengono inoltre che le regole riguardino gli account professionali di Facebook e Instagram anche al di fuori dei media, per esempio quelli di aziende e rivenditori, e che per rifiutarle sia necessario cancellare l’account.

Le dieci organizzazioni della coalizione

MBL ha indicato questi partecipanti: NRK, TV 2, Schibsted, Amedia, Polaris, Aller, DN, Mentor Medier, NTB e Hordaland Folkeblad.

Le garanzie richieste da MBL

La richiesta al tribunale punta a una sospensione provvisoria; le modifiche che MBL vuole ottenere da Meta riguardano invece le condizioni di un eventuale accordo. L’associazione chiede tre garanzie:

  1. Riconoscere nelle condizioni le riserve sul copyright leggibili automaticamente, comprese quelle indicate tramite robots.txt.
  2. Richiedere un accordo volontario separato con ciascuna organizzazione dei media per gli usi dell’IA, inclusi l’addestramento e i prodotti autonomi, lasciando aperta la negoziazione di un compenso.
  3. Non ridurre la portata o il traffico e non escludere chi rifiuta questi usi.

Le date previste per le nuove condizioni

Meta aveva annunciato le modifiche l’8 ottobre 2026, con l’entrata in vigore inizialmente prevista per il 30 ottobre. Un resoconto pubblicato il 27 ottobre riferiva che la data prevista era stata spostata al 20 novembre 2026. Meta aveva motivato il rinvio con la necessità di più tempo per spiegare ai partner e agli altri interlocutori che cosa sarebbe cambiato.