La Spagna ha chiuso il 10 settembre 2026 la consultazione pubblica su una bozza di Real Decreto per i nuovi data center collegati alla rete. Il testo non è ancora una legge: propone di legare l’accesso all’elettricità a rinnovabili, efficienza energetica e idrica, resilienza e sovranità digitale. Il punto centrale è evitare che la crescita dell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale trasferisca sulla rete e sugli altri consumatori tutti i costi di una domanda elettrica continua.
Una bozza, non ancora una legge
La consultazione riguardava un quadro destinato ai nuovi data center con almeno 1 MW di potenza di accesso. Questa soglia si misura nel punto di collegamento alla rete e non coincide con la potenza delle apparecchiature IT installate: confondere i due valori porterebbe a una lettura sbagliata del campo di applicazione.
La consultazione si è svolta dal 27 agosto al 10 settembre 2026. La bozza non equivale però a un obbligo già applicabile: l’approvazione definitiva, il testo finale e l’eventuale data di entrata in vigore non sono ancora definiti.
Cosa prevederebbe il quadro
La struttura proposta combina diversi requisiti, non soltanto l’acquisto di elettricità “verde”.
| Dimensione | Quadro descritto per la bozza | Implicazione per gli operatori |
| Potenza di accesso | Almeno 1 MW | I progetti sopra la soglia dovrebbero rientrare nel quadro dedicato ai nuovi collegamenti |
| Copertura rinnovabile | 80%, secondo la descrizione della bozza circolata nel settore | Una quota elevata dei consumi dovrebbe essere coperta da generazione rinnovabile |
| Correlazione oraria | 80%, secondo la stessa descrizione | La generazione rinnovabile dovrebbe coincidere con i consumi nelle ore considerate |
| Nuova capacità | Impianti rinnovabili aggiuntivi, con una finestra di 18 mesi descritta per la messa in esercizio | Un contratto o un certificato annuale non basterebbe necessariamente a dimostrare la nuova capacità richiesta |
| Efficienza energetica | Valore transitorio massimo di PUE 1,15 | Il rapporto tra energia totale del sito ed energia usata dai sistemi IT dovrebbe restare entro il limite indicato |
| Efficienza idrica | Valore transitorio massimo di WUE 0,1 | Il consumo idrico legato all’infrastruttura dovrebbe rientrare nel parametro previsto |
| Trasparenza | Obblighi per strutture con almeno 500 kW di potenza IT | Andrebbero pubblicati dati su prestazioni energetiche, rinnovabili, impronta idrica e domanda |
La bozza contempla inoltre requisiti di sovranità digitale: alcuni elementi sotto il controllo dell’operatore e determinati dati operativi dovrebbero restare nell’Unione europea, con condizioni più stringenti per i sistemi del settore pubblico.
Le modalità indicate per procurarsi l’energia rinnovabile comprendono produzione sul posto, autoconsumo e accordi di acquisto di energia collegati a impianti in Spagna. Anche in questo caso, la natura del contratto non risolve automaticamente il problema della disponibilità fisica dell’elettricità nell’ora in cui serve.
Il problema della correlazione oraria
Comprare energia rinnovabile su base annuale e dimostrare che la generazione rinnovabile copre i consumi nello stesso momento sono due cose diverse. Un data center lavora in modo continuativo; la produzione solare cambia con l’ora del giorno, mentre quella eolica dipende dalle condizioni meteorologiche.
La correlazione oraria prova quindi a spostare il criterio dal semplice bilancio annuale alla corrispondenza temporale. Un impianto può produrre molta energia in un determinato periodo e non farlo quando il data center sta consumando. In quel caso servono una combinazione di generazione, rete, accumulo e altre risorse di bilanciamento: le rinnovabili da sole non cancellano il problema della continuità.
Capacità di rete e domanda prevista
La pressione sulla rete spiega perché la proposta va oltre la semplice certificazione dell’elettricità. In Spagna erano stati concessi più di 6 GW di capacità di accesso alla trasmissione e circa altri 6 GW nella distribuzione per infrastrutture riconducibili a questo tipo di domanda.
Questi valori descrivono capacità di accesso concesse e non sono la stessa cosa della domanda effettivamente consumata. Il confronto con le previsioni per l’intelligenza artificiale va quindi letto con cautela: la Strategia per l’intelligenza artificiale 2024 indica 2,5 GW di potenza di calcolo entro il 2030, associati a una domanda elettrica stimata in circa 3,5–4 GW.
| Misura | Valore | Ambito e periodo |
| Accesso alla rete di trasmissione | Più di 6 GW | Capacità concessa in Spagna a infrastrutture di questo tipo |
| Accesso alla rete di distribuzione | Circa 6 GW | Capacità concessa dal 2020 secondo il quadro descritto |
| Domanda elettrica prevista | Circa 3,5–4 GW | Domanda associata alla potenza di calcolo prevista per il 2030 |
| Potenza di calcolo prevista | 2,5 GW | Obiettivo indicato dalla Strategia per l’intelligenza artificiale 2024 per il 2030 |
La differenza tra capacità di accesso e consumo previsto è il punto pratico: una prenotazione di rete può diventare una richiesta infrastrutturale, ma non dimostra da sola quanta energia verrà poi utilizzata né quando.
Acqua, accumulo e costi
L’elettricità è solo una parte del problema. L’espansione dei data center mette sotto pressione anche disponibilità idrica, terreni, collegamenti e sistemi di accumulo, soprattutto quando i nuovi impianti sorgono vicino ad aree agricole o in regioni esposte alla siccità.
Il valore WUE previsto dalla bozza porta questa questione dentro il quadro regolatorio. Il parametro misura l’efficienza nell’uso dell’acqua dell’infrastruttura, ma non rende irrilevante il contesto locale: la stessa prestazione tecnica può avere conseguenze diverse in base alla disponibilità della risorsa e alla concorrenza con altri usi.
Anche la richiesta di nuova generazione rinnovabile ha un rovescio tecnico. Se la produzione arriva in ore in cui la domanda è bassa, possono servire accumulo, trasmissione o riduzione temporanea della produzione. Se invece il data center richiede elettricità senza pause, il sistema deve gestire i momenti in cui sole e vento non bastano. È qui che la politica energetica incontra la fisica della rete — e la fisica, come spesso accade, non accetta scorciatoie.
Cosa succede ora
La consultazione è terminata, ma il quadro resta una proposta. Per gli operatori contano soprattutto quattro elementi: la formulazione definitiva della soglia e degli obblighi rinnovabili, il significato operativo della correlazione oraria, i requisiti sulla nuova capacità e il regime applicabile in caso di mancato rispetto.
La bozza descrive sovrapprezzi sugli oneri elettrici e sui corrispettivi di rete, oltre alla possibile perdita dei permessi di accesso e connessione nei casi di inadempienza significativa e ripetuta. Sono misure previste nel testo sottoposto a consultazione, non conseguenze già applicabili a ogni data center in Spagna.
Per chi osserva il settore dall’Italia, la lezione è chiara: attirare infrastrutture per l’AI non significa soltanto trovare terreni e alimentazione elettrica. Significa dimostrare che nuova domanda, generazione rinnovabile, rete, accumulo e acqua possono stare nello stesso progetto senza scaricare il conto sul sistema. La Spagna sta provando a trasformare questa ambizione in regole; il risultato dipenderà dal testo che uscirà dalla consultazione e dalla sua applicazione concreta.