Il 17 settembre 2026 il Philippine House of Representatives ha rinviato l’esame del bilancio del Department of Information and Communications Technology (DICT) dopo le domande su sicurezza dei minori, contenuti dannosi, truffe online e responsabilità delle piattaforme. I deputati hanno inoltre chiesto a Mark Zuckerberg di comparire a un’udienza dedicata alla sicurezza dei social media.
La decisione trasforma il bilancio del DICT in una leva politica per chiedere a Meta risultati misurabili. Il DICT ha sostenuto il rinvio e ha affermato che Meta non sta rispettando le proprie responsabilità verso bambini e giovani utenti.
Cosa preoccupa le autorità filippine
Nel mirino del DICT ci sono l’online sexual abuse and exploitation of children (OSAEC) e il child sexual abuse and exploitation material (CSAEM), oltre a gioco d’azzardo online, cyberbullismo, dipendenza dai social, depressione e altri rischi per la salute mentale.
Si tratta della posizione ufficiale dell’agenzia e delle accuse al centro del confronto politico. Il DICT chiede che le misure di sicurezza siano efficaci, misurabili, rapide e trasparenti, non semplicemente annunciate.
Durante le discussioni sul bilancio, Presley De Jesus, rappresentante del partito-lista PHILRECA, ha sostenuto che il dipartimento dovesse presentare risultati e obiettivi verificabili prima di procedere con l’esame. La richiesta di ascoltare Zuckerberg porta quindi la controversia dal piano tecnico a quello della responsabilità diretta dei vertici di Meta.
Dagli impegni di agosto alla pressione di settembre
A fine agosto, una delegazione filippina guidata dal segretario del DICT Henry R. Aguda ha incontrato a Singapore dirigenti di Meta e Roblox. Il confronto ha prodotto impegni riferiti a una risposta più proattiva ai deepfake, a una collaborazione più rapida con le autorità e alla gestione delle richieste legali di dati.
Il quadro prevedeva anche un gruppo di lavoro tecnico tra DICT, Cybercrime Investigation and Coordinating Center (CICC), National Bureau of Investigation (NBI) e Meta. L’obiettivo era migliorare il coordinamento, i tempi di risposta e le procedure operative sui contenuti dannosi.
| Ambito | Impegni di agosto | Richieste di settembre |
| Contenuti dannosi | Coordinamento più rapido e risposta più proattiva ai deepfake | Misure efficaci, misurabili e trasparenti |
| Casi di sfruttamento minorile | Dati e credenziali rilevanti dopo un mandato dell’NBI, nel rispetto della legge | Risposte più rapide e responsabilità concreta sulla sicurezza dei minori |
| Verifica dell’identità | Nessuna procedura operativa indicata nel quadro di cooperazione | Integrazione di PhilSys con Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp |
| Responsabilità aziendale | Incontri tra funzionari di Meta e autorità filippine a Singapore | Un ufficio locale e la comparizione di Mark Zuckerberg davanti alle istituzioni filippine |
Il CICC ha descritto il divieto di Meta come l’ultima opzione, mentre le autorità puntavano a trasformare gli impegni di agosto in miglioramenti effettivi. Il rinvio del bilancio mostra però che, a settembre, DICT e deputati stavano ancora chiedendo indicatori concreti.
Il caso di Ateneo de Zamboanga
La gestione di una diretta violenta collegata all’incidente di Ateneo de Zamboanga è diventata uno degli esempi richiamati nel confronto sulla moderazione di Meta. Il caso ha alimentato le richieste di interventi più rapidi e ha riportato al centro del dibattito la circolazione di copie del contenuto dopo la sua pubblicazione iniziale.
Il tema non riguarda soltanto la rimozione di un singolo video: per le autorità filippine, il problema comprende la velocità di risposta, il coordinamento con gli investigatori e la capacità di limitare le successive ripubblicazioni.
Cosa chiede ora il governo filippino a Meta
La richiesta di PhilSys riguarda Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp. L’obiettivo indicato dal DICT è collegare il sistema nazionale di identificazione alla verifica degli account. La proposta è rimasta uno dei punti di attrito tra le autorità e Meta, insieme alla richiesta di una struttura aziendale locale che faciliti i rapporti con le istituzioni.
Sul fronte investigativo, il quadro di cooperazione prevede che Meta fornisca dati e credenziali pertinenti dopo una citazione dell’NBI, nei casi di OSAEC, CSAEM, contenuti osceni e altri abusi online, sempre nel rispetto delle leggi e dei requisiti legali applicabili.
La partita politica, intanto, è già entrata nel calendario legislativo: il bilancio del DICT è stato rinviato e la Camera ha chiesto un confronto diretto con Zuckerberg sulla sicurezza delle piattaforme.