L’8 ottobre è diventato pubblico il racconto di Mario Rodríguez Mestre: il biologo computazionale ha detto di aver condiviso bozze della tesi, analisi e altro materiale di ricerca tramite un account privato di Claude. A suo dire, il suo lavoro inedito descriveva firme virali simili a quelle del sistema ART annunciato da Anthropic il 23 settembre. Mestre ha precisato di non poter dimostrare che Anthropic abbia usato il suo lavoro. NeoTeo aveva già raccontato le domande di Mestre sull’attribuzione.
Il racconto di Mestre e la risposta di Anthropic
Anthropic ha negato che il suo team di biologia abbia avuto accesso alle trascrizioni degli utenti e che Claude sia stato addestrato su quelle trascrizioni. Mestre, invece, ha riferito di aver condiviso materiali tramite un account privato e ha detto di non poter dimostrare che l’azienda li abbia utilizzati.
Che cosa ha riferito Anthropic su ART
Anthropic ha chiamato ART il sistema di trascrittasi inverse associate a sequenze ripetute individuato nei batteriofagi, virus che infettano i batteri. Il sistema comprende una trascrittasi inversa, un gene partner vicino e un array di ripetizioni di DNA regolarmente distanziate. La trascrittasi inversa era già nota; Anthropic ha descritto come nuovo il sistema nel suo insieme.
Nei primi esperimenti, Anthropic ha riferito che l’array produce RNA brevi e distinti. La funzione biologica di ART resta ignota e il lavoro non dimostra che il sistema modifichi i geni. Al 8 ottobre, il preprint non era stato sottoposto a revisione tra pari. Anthropic afferma che gli esperimenti di laboratorio sono stati svolti da ricercatori umani.
Che cosa indicano le ricerche aggiuntive
In dieci ulteriori esecuzioni della ricerca, gli agenti non hanno individuato l’array di ripetizioni. Il dato riguarda la capacità di ritrovare quel pattern attraverso la ricerca computazionale.