Le ricostruzioni di The Guardian e The Verge sugli atti di una causa intentata da distretti scolastici statunitensi contro Meta descrivono appunti interni del marzo 2023 in cui si discuteva come spingere gli accademici a prendere le distanze da Jonathan Haidt. Le due testate riferiscono che non è chiaro se Meta abbia dato seguito all’idea.

Cosa avrebbero discusso gli appunti del 2023

The Verge riferisce che gli appunti hanno intestazioni separate del 7 e dell’8 marzo. Il passaggio che attribuisce a Curtiss Cobb, allora vicepresidente della ricerca di Meta, l’obiettivo di convincere la comunità accademica a prendere le distanze da Haidt è associato all’8 marzo nei resoconti delle due testate. Le note descrivono un approccio discreto, rivolto agli accademici e ai media. Haidt pubblicò The Anxious Generation nel 2024, dopo le riunioni riportate.

Cosa racconta Andrew Gelman sul nome «Gellman»

Negli appunti compare il nome «Gellman», senza che venga identificato come Andrew Gelman. Il 27 ottobre 2026 il professore di statistica e scienze politiche della Columbia University ha dichiarato di non essere mai stato contattato da Facebook o Meta riguardo a Haidt o al suo lavoro.

Gelman ha anche raccontato che Facebook gli donò 25.000 dollari nel 2016, tramite la Columbia University, per la sua ricerca, senza vincoli. Ha riferito inoltre che nel 2020 Facebook finanziò un progetto di uno studente di dottorato in informatica. Secondo Gelman, nessuno dei due sostegni riguardava la salute degli adolescenti.

La reazione di Haidt e il dibattito accademico

Haidt ha detto di non essere sorpreso dalla discussione descritta negli appunti e l’ha interpretata come un tentativo di screditarlo. The Verge riferisce anche che alcuni accademici hanno criticato le conclusioni di Haidt sugli effetti dei social media sulla salute mentale degli adolescenti.