Il 22 ottobre 2026 Moderna e Merck hanno comunicato i risultati principali di fase 3 di INTerpath-001: l’aggiunta della terapia personalizzata a mRNA intismeran a pembrolizumab è stata associata a riduzioni relative del rischio del 42% per recidiva o morte e del 38% per metastasi a distanza o morte, rispetto a pembrolizumab più placebo. Lo studio ha coinvolto 1.137 persone con melanoma ad alto rischio completamente asportato.

I risultati numerici ampliano l’annuncio del 19 agosto, quando le due aziende avevano riferito che lo studio aveva raggiunto i suoi endpoint principali. NeoTeo aveva già raccontato quel passaggio nel suo resoconto del traguardo di fase 3.

Che cosa ha confrontato INTerpath-001

INTerpath-001 ha assegnato i partecipanti in rapporto 2:1 a due gruppi: uno ha ricevuto intismeran più pembrolizumab, l’altro pembrolizumab più placebo. La sperimentazione ha riguardato persone con melanoma cutaneo in stadio IIB, IIC, III o IV, completamente asportato e senza precedenti terapie sistemiche.

Nel gruppo di combinazione, il protocollo prevedeva intismeran da 1 mg ogni tre settimane, fino a nove dosi, e pembrolizumab da 400 mg ogni sei settimane, fino a nove cicli. Intismeran, noto anche come V940 o mRNA-4157, viene progettato a partire dalle mutazioni individuate nel tumore del singolo paziente e codifica fino a 34 neoantigeni, cioè bersagli tumorali potenzialmente riconoscibili dal sistema immunitario.

Come leggere i risultati riportati

La sopravvivenza libera da recidiva (RFS) misura il tempo senza recidiva o morte per qualsiasi causa; la sopravvivenza libera da metastasi a distanza (DMFS) riguarda il tempo senza metastasi a distanza o morte. I risultati principali riportati per i due endpoint sono questi:

EndpointIntismeran più pembrolizumabPembrolizumab più placeboRiduzione relativa del rischio riportata
RFS, a circa due anni82%70%42% per recidiva o morte
DMFS88,5%80%38% per metastasi a distanza o morte

Per la RFS, i tassi riportati differiscono di 12 punti percentuali; per la DMFS, di 8,5 punti. Sono misure diverse dalle riduzioni relative del rischio indicate per ciascun endpoint. Lo studio continua a valutare anche la sopravvivenza globale (OS): i risultati comunicati riguardano RFS e DMFS.

Effetti avversi e tessuto necessario per il vaccino

Il Memorial Sloan Kettering Cancer Center (MSK) ha riferito eventi avversi in quasi il 96% del gruppo trattato con intismeran e pembrolizumab e nel 90% del gruppo pembrolizumab più placebo. Tra gli effetti associati al vaccino, MSK ha indicato febbre, dolore nel punto di iniezione e stanchezza; ha inoltre riferito che intismeran non ha aumentato gli effetti collaterali legati a pembrolizumab.

Per preparare il prodotto personalizzato serve tessuto tumorale ottenuto con l’intervento chirurgico. Il trattamento studiato è quindi legato a un tumore già asportato e all’analisi del suo profilo di mutazioni. Al 23 ottobre 2026, MSK riferiva che intismeran non aveva ricevuto l’approvazione della Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti.