Secondo quanto riferito il 30 settembre 2026, NASA avrebbe ripristinato per ogni missione diretta a Marte una soglia di biocontaminazione inferiore a una possibilità su 10.000. Il valore è un limite di riferimento per ciascuna missione, non una stima della probabilità effettiva di contaminazione di un veicolo specifico.

La protezione planetaria mira a limitare il trasferimento di contaminanti biologici terrestri verso altri mondi, così da tutelare le indagini scientifiche.

Il contesto delle regole di protezione planetaria

La soglia riferita riprende quella associata a una risoluzione del 1964 del Committee on Space Research (COSPAR), relativa all’esposizione di mondi potenzialmente abitabili o abitati a forme di vita terrestri capaci di colonizzare altri pianeti. Nel 1969 COSPAR codificò regole più rigorose.

Le raccomandazioni erano previste per dicembre 2026

Il piano riferito prevedeva che NASA valutasse la scienza e la tecnologia disponibili sul rischio di contaminazione, con raccomandazioni entro dicembre 2026. La valutazione avrebbe potuto suggerire una soglia ancora più bassa.

Le missioni in cerca di vita manterrebbero protezioni

NASA ha dichiarato che le missioni dedicate alla ricerca di vita passata o presente, tra cui Perseverance, avrebbero mantenuto requisiti adeguati a proteggere le proprie indagini. Perseverance ha individuato in alcune rocce possibili biosignature antiche, che non equivalgono a una conferma di vita.