La Corte Suprema del New Mexico ha dichiarato Stephen Aarons in contempt diretto il 9 settembre 2026 dopo che un atto d’appello assistito da ChatGPT aveva inserito testimonianze attribuite a quattro testimoni completamente inventati, oltre ad altri errori fattuali e giuridici. La corte gli ha imposto una multa di 5.000 dollari, lo ha deferito agli organi disciplinari, gli ha vietato di comparire davanti alla stessa corte durante il procedimento e ha ordinato di sostituire il legale di Oscar Renee Sandoval.

La vicenda va letta con una distinzione importante: non è stato l’uso di ChatGPT, da solo, a determinare la sanzione. Il nodo è che Stephen Aarons ha depositato materiale non verificato firmandolo come atto professionale. Il risultato concreto lo ha pagato soprattutto il cliente, il cui appello dovrà ripartire con una nuova rappresentanza.

La decisione della Corte Suprema del New Mexico

L’atto contestato era il ricorso d’appello presentato nell’agosto 2025 per Oscar Renee Sandoval, condannato all’ergastolo nel febbraio dello stesso anno dopo una condanna per omicidio. La corte ha individuato quattro testimoni completamente inventati: Officer Michelle Amarillo, Officer Sanchez, Manal Al-Jibury e Teresa Marquez.

Il documento conteneva però più di una singola categoria di errore. Oltre alle testimonianze attribuite a persone inesistenti, riportava false dichiarazioni associate ad altre persone, identificazioni errate e descrizioni inesatte di precedenti giudiziari reali.

La risposta della corte è stata ampia:

  • dichiarazione di contempt diretto nei confronti di Stephen Aarons;
  • multa di 5.000 dollari destinata al State Bar of New Mexico Client Protection Fund;
  • deferimento agli organi disciplinari;
  • divieto di comparire davanti alla Corte Suprema del New Mexico durante il procedimento disciplinare;
  • annullamento degli atti d’appello precedenti;
  • nomina di un nuovo avvocato per Oscar Renee Sandoval.

Il deferimento non equivale, da solo, alla radiazione dall’albo. La decisione descrive un procedimento disciplinare e una restrizione provvisoria davanti alla corte, non una sanzione finale di radiazione.

Come si è formato l’atto assistito dall’IA

Stephen Aarons sanzionato dopo un atto con testimoni inventati da ChatGPT

Stephen Aarons ha dichiarato di avere utilizzato una trascrizione generata da Rev.com, il fascicolo del caso, l’elenco delle questioni da affrontare e il materiale probatorio come input per ChatGPT. Ha inoltre detto di avere usato una versione di ChatGPT alimentata da OpenAI o3.

Il punto non è trasformare questa sequenza in una spiegazione generica sulle “allucinazioni” dell’IA. Qui l’errore decisivo è più semplice e più concreto: il testo generato è entrato in un documento giudiziario senza un controllo sufficiente dei nomi, delle testimonianze e delle autorità citate.

ChatGPT non ha quindi prodotto soltanto riferimenti giuridici inesatti. Nell’atto sono comparse anche testimonianze attribuite a persone che la corte ha descritto come completamente inventate. È una differenza sostanziale: un precedente citato male è già un problema, ma un testimone inesistente altera direttamente la ricostruzione dei fatti.

Cosa è successo all’appello di Oscar Renee Sandoval

La conseguenza più concreta è procedurale. La Corte Suprema del New Mexico ha annullato gli atti precedenti e ha ordinato alla struttura del difensore pubblico di nominare un nuovo avvocato per Sandoval. L’appello è destinato a proseguire nel termine 2026–27, ma con una nuova rappresentanza.

Data o periodoEventoConseguenza per l’appello
Febbraio 2025Oscar Renee Sandoval viene condannato all’ergastolo dopo la condanna per omicidio.Si apre la fase d’appello.
Marzo 2025Stephen Aarons accetta di occuparsi dell’appello e dichiara di avere iniziato a usare ChatGPT per riassumere il procedimento.Il materiale del caso viene utilizzato nel flusso di lavoro assistito dall’IA.
Agosto 2025Viene depositato l’atto d’appello con le testimonianze inventate e gli altri errori.L’atto entra nel procedimento e viene poi contestato dalla corte.
21 agosto 2026Si tiene l’udienza in cui Stephen Aarons risponde alle domande dei giudici.La corte esamina l’origine degli errori e la condotta dell’avvocato.
9 settembre 2026La Corte Suprema del New Mexico emette la decisione di contempt e le misure conseguenti.Gli atti precedenti vengono annullati e viene ordinato un nuovo avvocato.
Termine 2026–27L’appello deve proseguire con la nuova rappresentanza.Il caso continua, ma non sulla base degli atti già annullati.

La verifica resta responsabilità dell’avvocato

I giudici hanno concentrato l’attenzione sulla firma apposta all’atto, non sul fascino o sulla sofisticazione dello strumento usato per prepararlo. Un sistema di IA può assistere la scrittura, ma l’avvocato che deposita il documento resta responsabile delle sue affermazioni fattuali e giuridiche.

Questo principio spiega perché la corte abbia trattato allo stesso modo le diverse forme di errore: testimonianze inventate, dichiarazioni false attribuite ad altre persone e descrizioni sbagliate di precedenti reali. Cambia la superficie dell’errore, non l’obbligo di controllare il contenuto prima del deposito.

Il caso è anche un promemoria pratico per chiunque utilizzi sistemi generativi in contesti professionali ad alta responsabilità: un testo fluido non è una prova di accuratezza. Nomi, date, citazioni e riferimenti devono essere ricondotti ai documenti pertinenti prima che qualcuno li presenti come fatti.

Cosa resta da seguire

La decisione del 9 settembre 2026 stabilisce il contempt diretto, la multa, il deferimento disciplinare, il divieto provvisorio di comparire davanti alla corte e le misure per rimettere in ordine l’appello di Oscar Renee Sandoval. Il procedimento disciplinare è separato da queste misure immediate.

Il punto sostanziale, però, è già chiaro: la responsabilità segue chi deposita l’atto. ChatGPT può essere lo strumento che genera il testo, ma è la firma dell’avvocato a portare quel testo dentro il procedimento giudiziario. Per Sandoval, questa distinzione non è teorica: significa sostituire il legale e riprendere l’appello con nuovi atti.