Il Neil Gehrels Swift Observatory è rientrato nell’atmosfera il 4 novembre 2026 alle 7:39 EST (12:39 UTC), sopra la Sumatra settentrionale, in Indonesia, vicino a 3° N e 99° E. I dati di tracciamento della U.S. Space Force, poi confermati dalla NASA, hanno segnato la fine di quasi 22 anni in orbita.
Perché Swift è rientrato
L’attività solare ha riscaldato e ampliato gli strati alti dell’atmosfera, aumentando la resistenza che frenava Swift e ne abbassava l’orbita. L’osservatorio non aveva un motore per rialzarla. La sua ultima osservazione scientifica risaliva al 20 ottobre 2026, quando si trovava a circa 275 chilometri di quota. Avevamo raccontato la conclusione della missione scientifica di Swift; il rientro ha poi chiuso la sua permanenza in orbita.
Il tentativo di recupero con LINK
La missione robotica LINK, realizzata da Katalyst Space Technologies per tentare di raggiungere Swift e innalzarne l’orbita, non riuscì a catturarlo. Dopo problemi al controllo dell’orientamento del veicolo, la NASA annullò il tentativo il 19 agosto 2026.
Che cosa ha studiato Swift
Swift partì il 20 novembre 2004 per una missione progettata per durare due anni. Poteva individuare i lampi di raggi gamma, avvisare altri osservatori e orientare i propri telescopi verso la sorgente in circa un minuto. Secondo le cifre della NASA, durante la missione osservò più di 2.000 lampi di raggi gamma e studiò oltre 1.400 supernovae; i suoi dati contribuirono a circa 7.000 articoli scientifici.