WAN-IFRA chiede a Meta di ritirare le condizioni commerciali contestate e di permettere agli editori di rifiutare ulteriori usi dei contenuti senza penalità su accesso, distribuzione o traffico di riferimento. Secondo Diario de Navarra, il 28 ottobre Meta si è impegnata a consultare le organizzazioni del settore prima di cambiare le proprie politiche, mantenendo nel frattempo in vigore le condizioni esistenti.
Che cosa chiede WAN-IFRA
L’associazione degli editori vuole il ritiro delle clausole e garanzie per gli editori di ogni dimensione: rifiutare la raccolta o il riutilizzo dei contenuti non dovrebbe comportare conseguenze sull’accesso alle piattaforme di Meta, sulla distribuzione o sul traffico che queste indirizzano ai siti. WAN-IFRA chiede inoltre che l’uso dei contenuti giornalistici sia negoziato e remunerato.
Che cosa prevede la pausa riferita
Il resoconto di Diario de Navarra descrive l’impegno di Meta a consultare il settore prima di modificare la policy e a lasciare in vigore le condizioni attuali durante le consultazioni. La richiesta di WAN-IFRA va oltre una pausa: l’organizzazione chiede che le clausole contestate vengano ritirate.
La modifica del testo e la clausola di crawling
Secondo 15M, una versione rivista delle condizioni ha eliminato il riferimento esplicito all’addestramento dei prodotti, lasciando però una clausola di crawling, cioè di scansione automatica del web. L’articolo descrive la clausola come riferita a strumenti automatici che possono accedere a domini, pagine e URL collegati a prodotti o servizi aziendali. WAN-IFRA chiede garanzie sul controllo e sul riutilizzo dei contenuti, oltre alla possibilità per gli editori di opporsi senza penalità.
Il provvedimento giudiziario in Norvegia
Sempre secondo 15M, il 28 ottobre l’Oslo District Court ha impedito a Meta di introdurre le condizioni contestate in Norvegia finché non sarà chiarita la loro legittimità. L’azione coinvolgeva dieci società dei media norvegesi.