Nel suo studio pubblicato nell’ottobre 2026, ECIPE stima 115 miliardi di euro di esposizione economica cumulata per il periodo 2027–2036 nello scenario Medium della proposta Cloud and AI Development Act (CADA). È un risultato modellizzato, non una spesa già sostenuta né una stima ufficiale della Commissione europea: lo studio definisce l’esposizione come il valore attuale degli effetti dei prezzi cloud, dei costi una tantum di migrazione e riscrittura e dei benefici cloud e IA rinviati durante la transizione (studio di ECIPE).
La Commissione europea ha adottato la proposta CADA il 3 giugno 2026 (pagina ufficiale della proposta). La cifra di ECIPE dipende da come il quadro verrebbe attuato: il suo scenario Medium è una delle tre ipotesi principali, non una previsione unica.
Quanto cambia la stima tra gli scenari
| Scenario ECIPE | Esposizione cumulata stimata | Periodo |
| Narrow (ristretto) | 35,6 miliardi di euro | 2027–2036 |
| Medium (intermedio) | 115 miliardi di euro | 2027–2036 |
| Broad (ampio) | 233 miliardi di euro | 2027–2036 |
ECIPE presenta inoltre una sensibilità Stress di circa 327,1 miliardi di euro, separata dai tre scenari principali. Le cifre sono scenari di attuazione, non intervalli statistici di confidenza.
Che cosa comprende lo scenario Medium
La quota maggiore, 79,1 miliardi di euro, riguarda migrazione e riscrittura del software. ECIPE stima poi 34 miliardi per gli effetti ricorrenti dei prezzi cloud e 1,9 miliardi per la digitalizzazione rinviata. Gli importi sono componenti arrotondate del totale.
Migrare un servizio, nel modello, può richiedere ben più che trasferire file. Tra le attività considerate ci sono modifiche a database e API, la riconfigurazione di identità e accessi e della cybersicurezza, l’integrazione dei sistemi, i test, la formazione e il funzionamento parallelo delle piattaforme durante la transizione. È questo lavoro sulle applicazioni e sulle loro dipendenze a pesare nella voce di migrazione e riscrittura.
ECIPE ripartisce inoltre l’esposizione Medium in circa 35,1 miliardi di euro per il settore pubblico — di cui circa 33,3 miliardi di costi diretti per i bilanci pubblici — e circa 80 miliardi per il settore privato. Sono valori modellizzati e arrotondati; la componente privata presuppone che i requisiti dell’articolo 31 raggiungano il 25% della potenziale base cloud dei settori essenziali, stimata dal modello in circa 61,2 miliardi di euro prima dell’applicazione di tale copertura.
Le ipotesi sui livelli di garanzia
Nello scenario Medium, ECIPE assegna il 20% dei carichi di lavoro interessati ai livelli UAL3–4. Il modello applica inoltre differenziali complessivi di prezzo del 10% per UAL1, 15% per UAL2, 30% per UAL3 e 40% per UAL4: sono input del modello, non tariffe osservate sul mercato.
La Commissione descrive quattro livelli di garanzia per valutare la sovranità dei servizi cloud. UAL1 richiede che dati siano trattati e conservati su infrastrutture nell’Unione; UAL2 aggiunge indipendenza da paesi terzi e trasparenza sulla catena di fornitura del software. UAL3 prevede proprietà e controllo europei e criteri aggiuntivi, come la cittadinanza del personale; la Commissione afferma di poter riconoscere anche fornitori di paesi terzi. UAL4 richiede piena trasparenza e controllo sulla catena di fornitura software, senza interferenze di paesi terzi. La Commissione presenta il quadro come guida alle valutazioni di rischio e agli appalti pubblici e afferma che la grande maggioranza del mercato resta aperta ai partner (descrizione ufficiale dei livelli).
La stima per l’Italia e il risultato sul PIL
Per l’Italia, ECIPE stima circa 12,8 miliardi di euro di esposizione cumulata nello scenario Medium per il 2027–2036. Anche questa cifra è un risultato del modello, non una fattura diretta per il governo italiano.
Lo studio calcola separatamente che, nello scenario Medium, il PIL reale dell’UE a 27 potrebbe risultare dello 0,046% — circa 8,5 miliardi di euro — sotto il livello dello scenario senza CADA, una volta prodotti gli aggiustamenti modellizzati. È una differenza nel livello del PIL rispetto a una baseline, non un’altra voce da aggiungere all’esposizione cumulata di 115 miliardi.
CCIA Europe ha finanziato lo studio. ECIPE precisa che le opinioni dell’autore non rappresentano necessariamente quelle del finanziatore.