Secondo KNWA/KFTA, il 21 ottobre 2026 Jane Doe e sua figlia Sarah Roe hanno depositato una causa civile al Benton County Circuit Court, in Arkansas, contro Russell Bloodworth, xAI LLC e xAI Corp. La denuncia sostiene che Bloodworth abbia usato Grok per modificare fotografie di Sarah e contesta a xAI l’adeguatezza delle sue misure di sicurezza. Le due querelanti chiedono un risarcimento.

Che cosa sostiene la causa civile

Secondo il resoconto di KNWA/KFTA del 22 ottobre, la denuncia afferma che Bloodworth avrebbe usato Grok per trasformare fotografie lecite di clienti minorenni in immagini e video generati con intelligenza artificiale. Nel caso di Sarah Roe, la causa sostiene che la bambina avesse meno di cinque anni nel periodo scolastico in questione e che Bloodworth l’avesse fotografata a scuola in quattro occasioni.

La denuncia riferisce inoltre che il Department of Homeland Security contattò Jane Doe durante un’operazione delle forze dell’ordine e le comunicò che alcune fotografie scolastiche della figlia erano state modificate. La contestazione sulle misure di sicurezza riguarda xAI; quella sull’uso di Grok riguarda Bloodworth.

Il procedimento penale è distinto

La causa civile non è il procedimento penale contro Bloodworth. KNWA/KFTA riferisce che nel caso penale Bloodworth si è dichiarato non colpevole.

Il 21 settembre 2026, dopo un’udienza omnibus, circa 60 dispositivi elettronici sequestrati erano ancora in esame, secondo un resoconto di KNWA/KFTA. È un aggiornamento riferito a quella data.

La causa separata di xAI

In un’altra causa, intentata da xAI contro Bloodworth, l’azienda chiedeva il rimborso delle ragionevoli spese sostenute per difendersi dalle cause delle presunte vittime, compresi i danni reputazionali lamentati. Un resoconto di POLITICO del 28 agosto riferiva inoltre che l’atto di xAI sosteneva che l’azienda integra misure tecnologiche di sicurezza. Quella posizione riguardava il distinto contenzioso avviato da xAI.