L’ESA prevede che Hera raggiunga il sistema Didymos nel corso di novembre. La prima manovra di prossimità, ECP-1, era programmata per il 4 novembre 2026 alle 01:00 UTC, secondo il calendario della missione riferito da Orbinauts il 23 ottobre. L’ESA ha indicato novembre come finestra d’arrivo nel suo aggiornamento scientifico del 3 novembre.
In questo piano, ECP-1 avvia la caratterizzazione iniziale del sistema. Il resoconto di Orbinauts descrive passaggi ripetuti su archi iperbolici e manovre di prossimità, anziché l’inserimento di Hera in un’orbita stabile.
Il frenamento ha portato Hera a 20 m/s rispetto agli asteroidi
BRM-1, eseguita il 15 ottobre, ha aperto la sequenza di frenamento già raccontata da NeoTeo nella conferma ESA della manovra. L’ESA ha poi confermato che entrambe le manovre sono riuscite e che Hera viaggiava a 20 m/s rispetto a Didymos e Dimorphos. Il riferimento della velocità è quindi la coppia di asteroidi. (ESA)
Un resoconto di Orbinauts del 23 ottobre, che attribuisce i dati al team Hera dell’ESA, riferisce che BRM-2 è durata circa 31 minuti e ha ridotto la velocità relativa di circa 70 m/s. La manovra è avvenuta quando Hera si trovava a circa 2.300 km dal sistema.
La prima immagine ha separato Didymos e Dimorphos
Nel rapporto di prima luce pubblicato il 27 ottobre 2026, l’ESA ha descritto la prima immagine di Hera in cui i due asteroidi risultano visibili separatamente. Lo scatto, acquisito da 1.280 km, mostra Dimorphos largo circa un pixel. (ESA)
Che cosa misureranno Hera e i suoi CubeSat
Dopo l’impatto di DART, la sonda della NASA che colpì Dimorphos il 26 settembre 2022, Hera dovrà esaminare il sito dell’impatto e studiare forma, composizione, massa e struttura interna dell’asteroide. Tra le questioni scientifiche ci sono anche la presenza di detriti, l’eventuale rotazione instabile di Dimorphos e la coesione del materiale che lo compone. (panoramica della missione Hera; domande scientifiche di Hera)
I due CubeSat a bordo avranno compiti distinti: Juventas sonderà l’interno di Dimorphos con un radar dalla risoluzione spaziale prevista di circa 10 m; Milani si occuperà della prospezione mineralogica. Le misure di massa e della quantità di moto trasferita dai materiali espulsi dall’impatto aiuteranno a valutare l’efficacia della deviazione di un asteroide tramite impatto cinetico.