Il 24 ottobre 2026 Elon Musk ha accusato l’Ucraina di aver usato Starlink commerciale per attacchi offensivi con droni. Funzionari ucraini hanno respinto l’accusa; nello stesso giorno Volodymyr Zelenskyy ha detto che Starlink e Starshield erano tornati alle velocità precedenti alle restrizioni. L’uso di Starlink commerciale nelle missioni descritte resta contestato.

Musk ha descritto Starlink come un servizio satellitare commerciale e Starshield come un sistema distinto, orientato alla difesa e controllato dal governo statunitense. Le dichiarazioni ucraine hanno talvolta usato i due nomi in modo intercambiabile, mentre l’accusa di Musk riguardava Starlink commerciale.

Serhii Beskrestnov, consigliere per la tecnologia della difesa del presidente ucraino, ha descritto un limite di movimento di 70-90 km/h per i terminali in territorio ucraino, comprese le aree occupate. Ha anche detto che Starlink non funzionava sul territorio russo. Serhii Sternenko, ex consigliere del ministero della Difesa ucraino, ha sostenuto che dal febbraio 2026 i terminali in movimento dovevano essere inseriti in una whitelist, cioè un elenco di terminali autorizzati, e collegati a Starshield. Secondo lui, le missioni con droni che richiedevano comunicazioni satellitari usavano Starshield.

Le restrizioni militari erano già state al centro della precedente ricostruzione di NeoTeo sui limiti di Starlink e sulle responsabilità contese in Ucraina.

Le dichiarazioni sul ripristino

Zelenskyy ha riferito che le operazioni di Starlink e Starshield erano tornate alle velocità precedenti alle restrizioni. Una cifra distinta, attribuita al ministero della Difesa ucraino, indicava Starshield operativo oltre 400 km/h. Lo stesso giorno, SpaceX avrebbe comunicato al Congresso di aver modificato Starlink, ma non Starshield.

Perché la soglia di velocità contava per la difesa aerea

In un resoconto pubblicato il 16 ottobre, BBC News Mundo descriveva un limite di connessione di 160 km/h e riferiva che i droni Shahed possono superare i 319 km/h. L’articolo valutava che quel limite rendesse praticamente impossibile localizzare i droni. Questa spiegazione riguarda la difesa aerea e le restrizioni segnalate in precedenza.

Il nodo strategico dei satelliti privati

Intervista in inglese a Clayton Swope sulle implicazioni della dipendenza da infrastrutture satellitari private.

Clayton Swope, vicedirettore dell’Aerospace Security Project del Center for Strategic and International Studies (CSIS), ha avvertito in un’intervista a CBS News che la vicenda potrebbe alimentare in altri Paesi dubbi sull’affidare a un’azienda privata infrastrutture necessarie sia in tempo di pace sia in guerra.